Culto 17/06/2018 - 4° dopo Pentecoste

di Davide Ollearo pubblicato il 17/06/2018 23:14:56 in culto 77

Marco 4, 26-32

Gesù diceva ancora: «A che paragoneremo il regno di Dio, o con quale parabola lo rappresenteremo? Esso è simile a un granello di senape, il quale, quando lo si è seminato in terra, è il più piccolo di tutti i semi che sono sulla terra; ma quando è seminato, cresce e diventa più grande di tutti gli ortaggi; e fa dei rami tanto grandi, che all’ombra loro possono ripararsi gli uccelli del cielo».

Un pensiero dalla predicazione

Il regno di Dio è una sorpresa. Gesù non va molto oltre, non lo descrive, non dice che cosa dobbiamo attenderci. Non dice neanche come prepararsi, che cosa fare per avere accesso a questo regno. Il regno di Dio è un dono e una sorpresa. E pensare che noi, con i nostri comportamenti possiamo diventare degni del regno oppure affrettarne la venuta, significa non comprendere la natura radicale di dono di cui parla Gesù.

Il regno di Dio è una bella sorpresa. L’immagine che Gesù usa per descriverlo parla di un albero che da riparo, che dà refrigerio sotto il torrido sole della Palestina, che protegge la vita degli uccellini che ne usano le fronde per difendersi dai predatori.

Il regno di Dio è un dono che noi credenti siamo chiamate e chiamati a testimoniare; tanto i discepoli che ascoltavano le parole di Gesù, quanto noi che le stesse parole leggiamo a distanza di due millenni non possiamo fare altro che dire a tutti la nostra fiducia in quel Gesù che è venuto a piantare i semi del regno e che ci invita ad attenderlo con speranza e fiducia. Siamo chiamate e chiamati a testimoniarlo perché la sorpresa che attendiamo con fede possa essere motivo di gioia per quanti più donne e uomini su questa terra.


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