Culto 13/10/2019 - Diciottesima dopo Pentecoste

di Ruggero Marchetti pubblicato il 24/10/2019 22:40:30 in culto 65

Giosuè 2, 1 – 24

Or Giosuè, figlio di Nun, mandò segretamente da Sittim due spie, e disse loro: «Andate, esaminate il paese e Gerico». Quelle andarono ed entrarono in casa di una prostituta di nome Raab, e vi alloggiarono. Ciò fu riferito al re di Gerico, e gli fu detto: «Ecco, alcuni uomini dei figli d'Israele son venuti qui per esplorare il paese». Allora il re di Gerico mandò a dire a Raab: «Fa' uscire quegli uomini che sono venuti da te e sono entrati in casa tua; perché sono venuti a esplorare tutto il paese». Ma la donna prese quei due uomini, li nascose e disse: «È vero, quegli uomini sono venuti in casa mia, ma io non sapevo di dove fossero; e quando si stava per chiuder la porta della città all'imbrunire, quegli uomini sono usciti; dove siano andati non so; rincorreteli senza perdere tempo, e li raggiungerete». Lei invece li aveva fatti salire sulla terrazza e li aveva nascosti sotto gli steli di lino che vi aveva ammucchiato. E la gente li rincorse per la via che porta ai guadi del Giordano; e, dopo che i loro inseguitori furono usciti, la porta della città fu chiusa

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Un pensiero dalla predicazione

thumbnail article Quando Raab risponde alle guardie del re di Gerico dicendo: “Io non so di dove siano quei due uomini”, chiaramente sta mentendo. Sa benissimo, lei, “di dove sono”: sono gli inviati di Israele, due esploratori mandati da quel popolo temibile, che finora – con l'aiuto del suo Dio – ha sconfitto e annientato tutti quelli che si sono messi sulla sua strada.

Sì, Raab mente. E se guardiamo a chi è, senza tenere conto di quanto abbiamo detto; se guardiamo a lei come se fosse la prima volta che leggiamo l'inizio di questa storia, questo non meraviglia. Perché, se Raab dice mentendo di non sapere chi siano quei due uomini, noi sappiamo chi è lei: è una prostituta e per di più straniera: è il classico genere di donna di cui non ci si può fidare...

E però, “Io non so di dove siano”... e se invece quella parola fosse vera?

Il testo sembra quasi divertirsi a mescolare tutto, a rimettere in questione le varie identità: gli eroici esploratori di Israele che si precipitano in casa di una prostituta... lei che diventa la credente modello... Qui niente è chiaro, e d'altronde non è a caso che questa storia si sviluppa nella notte, il tempo in cui “tutti i gatti sono bigi”... Pensiamo al colloquio tra Raab e le due spie sul terrazzo della casa: se uno li osservasse da lontano, non riuscirebbe a distinguere fra le tre silhouettes chi è la prostituta e chi i due eroici israeliti. Sono tre ombre, tre esseri umani ugualmente preoccupati, e ugualmente a rischio della vita, tre fragili persone, nella stessa maniera... E in questo modo, tutto si confonde: non importa chi sono io o chi sei tu. Adesso siamo tutti nella stessa condizione e anche nella stessa confusione: un solo gesto può condannare tutti a essere uccisi dalle guardie del re, e un solo gesto può salvare tutti...

Nel buio della notte, in preda alla paura, Raab e i due esploratori sono tre fragili esseri umani messi a nudo, come nel giorno della loro nascita. E come dalla nascita comincia l'avventura della vita, da quella nudità può cominciare una nuova avventura di una nuova vita. Si è uguali l'uno all'altro, e partendo da quella uguaglianza, si possono intrecciare nuove relazioni, anche con chi prima era straniero, estraneo a te e alla tua cultura e alla tua fede...


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