Culto 15/09/2019 - Quattordicesima dopo Pentecoste

di Ruggero Marchetti pubblicato il 24/09/2019 22:12:39 in culto 70

Marco 3, 20–21; 31–35

Poi entrò in una casa e la folla si radunò di nuovo, così che egli e i suoi non potevano neppure mangiare. I suoi parenti, udito ciò, vennero per prenderlo, perché dicevano: «È fuori di sé».

( . . . )

Giunsero sua madre e i suoi fratelli; e, fermatisi fuori, lo mandarono a chiamare. Una folla gli stava seduta intorno, quando gli fu detto: «Ecco tua madre, i tuoi fratelli e le tue sorelle là fuori che ti cercano».

Egli rispose loro: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?». Girando lo sguardo su coloro che gli sedevano intorno, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli! Chiunque avrà fatto la volontà di Dio, mi è fratello, sorella e madre».

Un pensiero dalla predicazione

thumbnail article Gesù apre davanti a noi lo spazio chiuso che è la famiglia naturale e anche lo spazio chiuso che sovente è la chiesa, rivendicando degli spazi aperti per se stesso e per noi: non più quattro pareti ed un soffitto, ma il cielo e l'orizzonte. Sì, fuori, fuori, fuori! Lo sconosciuto che si fa vicino, che diventa un fratello o una sorella; il diverso da noi che non fa più paura ma che ci porta in dono la ricchezza della sua diversità, ce la depone accanto e accetta il dono della nostra diversità rispetto a lui...

Abbiamo detto prima che Gesù ha lasciato la madre ed i fratelli e le sorelle per riunirsi agli amici, e parlando di “amici di Gesù” noi siamo subito portati a pensare agli apostoli. In realtà non sono solo loro gli amici di Gesù. Abbiamo detto che l'amicizia tende a dilatarsi, accetta nuovi ingressi, e nel testo di oggi, “seduti intorno” a Gesù, non ci sono solo i “dodici”! Marco dice che c'era in quella casa una “folla” così grande “che Gesù e i suoi non potevano neppure mangiare”. Corpi pigiati fino all'inverosimile, gomiti dentro ai fianchi, teste una accanto all'altra... una calca incredibile! Ebbene, è su quella calca che Gesù “gira il suo sguardo”, è a quelle teste che si urtano fra loro che indirizza la parola: “Ecco mia madre e i miei fratelli!”.

Gesù è sempre “fuori di sé”, perché è sempre, e sempre di nuovo, alla ricerca di nuovi amici. Sempre impegnato a trovare per se stesso e per noi nuovi fratelli e sorelle, nuove madri! Sì, tutto davvero si gioca su questo: noi dobbiamo essere meno perbenisti dei suoi parenti e accettare che Gesù sia“fuori di sé”.

Del resto, come fa a non essere “fuori di sé”, come fa a non essere “eccentrico” (cioè “fuori dal centro” e anche “fuori centro”) uno che mette al centro della propria esistenza “fare la volontà di Dio”, in mezzo a tutti gli altri (tra i quali siamo noi) che invece mettono sempre al centro l'idea di fare la loro volontà?

Il problema è capire cosa significhi essere veramente umani, e come il nostro “io” si realizzi pienamente. Chi insomma sia alla fine più eccentrico e più “fuori di sé”: se Gesù o noi. Gesù era ed è pienamente umano. Magari anche noi fossimo “fuori di noi” per Dio, come lo è stato lui! Non solo saremmo suoi fratelli, sorelle e madre, ma ci realizzeremmo nella nostro più profonda ed autentica umanità!

Lasciamo allora che Gesù vada e “sia fuori”. Proviamo anzi a seguirlo, a andar fuori e a “esser fuori” anche noi! E se non ci riusciamo. Se siamo troppo timidi e paurosi per correre l'avventura degli spazi aperti, aspettiamolo pure fiduciosi. Tornerà certamente e busserà alla porta– ricordate nel libro dell'Apocalisse: “Io sto alla porta e busso” (Ap. 3,20)? Andremo, gli apriremo e egli entrerà, e con lui tutti gli altri che ha incontrato: i suoi nuovi amici, i nostri nuovi amici... E aggiungeremo nuovi posti a tavola e, pur tutti pigiati, mangeremo felici, raccolti “intorno a lui”. Noi, la nuova, grande e sempre più “allargata” famiglia di Gesù.


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