Culto 02/04/2021 - Venerdì Santo

di Ruggero Marchetti pubblicato il 01/04/2021 00:00:00 in culto 19

Giovanni cap 18 e 19

Commemorazione della Passione del Signore.

GIOVANNI 18, 1-27

thumbnail articleDette queste cose, Gesù uscì con i suoi discepoli e andò di là dal torrente Chedron, dov'era un giardino, nel quale entrò con i suoi discepoli. Giuda, che lo tradiva, conosceva anche egli quel luogo, perché Gesù si era spesso riunito là con i suoi discepoli. Giuda dunque, presa la coorte e le guardie mandate dai capi dei sacerdoti e dai farisei, andò là con lanterne, torce e armi. Ma Gesù, ben sapendo tutto quello che stava per accadergli, uscì e chiese loro: «Chi cercate?». Gli risposero: «Gesù il Nazareno!» Gesù disse loro: «Io sono». Giuda, che lo tradiva, era anch'egli là con loro. Appena Gesù ebbe detto loro: «Io sono», indietreggiarono e caddero in terra.

Egli dunque domandò loro di nuovo: «Chi cercate?» Essi dissero: «Gesù il Nazareno». 8 Gesù rispose: «Vi ho detto che sono io; se dunque cercate me, lasciate andare questi». E ciò affinché si adempisse la parola che egli aveva detta: «Di quelli che tu mi hai dati, non ne ho perduto nessuno». Allora Simon Pietro, che aveva una spada, la prese e colpì il servo del sommo sacerdote, recidendogli l'orecchio destro. Quel servo si chiamava Malco. Ma Gesù disse a Pietro: «Rimetti la spada nel fodero; non berrò forse il calice che il Padre mi ha dato?»

La coorte, dunque, il tribuno e le guardie dei Giudei presero Gesù e lo legarono, e lo condussero prima da Anna, perché era suocero di Caiafa, che era sommo sacerdote di quell'anno. Ora Caiafa era quello che aveva consigliato ai Giudei esser cosa utile che un uomo solo morisse per il popolo.

Intanto Simon Pietro e un altro discepolo seguivano Gesù; e quel discepolo era noto al sommo sacerdote, ed entrò con Gesù nel cortile del sommo sacerdote; Pietro invece stava fuori, alla porta. Allora quell'altro discepolo che era noto al sommo sacerdote, uscì, parlò con la portinaia e fece entrare Pietro. La serva portinaia dunque disse a Pietro: «Non sei anche tu dei discepoli di quest'uomo?» Egli rispose: «Non lo sono». Ora i servi e le guardie avevano acceso un fuoco, perché faceva freddo, e stavano là a scaldarsi; anche Pietro stava con loro e si scaldava.

Il sommo sacerdote dunque interrogò Gesù intorno ai suoi discepoli e alla sua dottrina. Gesù gli rispose: «Io ho parlato apertamente al mondo; ho sempre insegnato nelle sinagoghe e nel tempio, dove tutti i Giudei si radunano; e non ho detto nulla in segreto. Perché m'interroghi? Domanda a quelli che mi hanno udito, quello che ho detto loro; ecco, essi sanno le cose che ho dette». Ma appena ebbe detto questo, una delle guardie che gli stava vicino dette uno schiaffo a Gesù, dicendo: «Così rispondi al sommo sacerdote?» Gesù gli rispose: «Se ho parlato male, dimostra il male che ho detto; ma se ho parlato bene, perché mi percuoti?». Quindi Anna lo mandò legato a Caiafa, sommo sacerdote.

Intanto Simon Pietro stava là a scaldarsi, e gli dissero: «Non sei anche tu uno dei suoi discepoli?» Egli lo negò e disse: «Non lo sono». Uno dei servi del sommo sacerdote, parente di quello a cui Pietro aveva tagliato l'orecchio, disse: «Non ti ho forse visto nel giardino con lui?». E Pietro da capo lo negò, e subito il gallo cantò.

GIOVANNI 18, 28 - 19, 16

thumbnail articlePoi, da Caiafa, condussero Gesù nel pretorio. Era mattina, ed essi non entrarono nel pretorio per non contaminarsi e poter così mangiare la Pasqua. Pilato dunque andò fuori verso di loro e domandò: "Quale accusa portate contro quest'uomo?". Essi gli risposero: "Se costui non fosse un malfattore, non te lo avremmo dato nelle mani". Pilato quindi disse loro: "Prendetelo voi e giudicatelo secondo la vostra legge". I Giudei gli dissero: "A noi non è lecito far morire nessuno". E ciò affinché si adempisse la parola che Gesù aveva detta, indicando di qual morte doveva morire./p>

Pilato dunque rientrò nel pretorio; chiamò Gesù e gli disse: "Sei tu il re dei Giudei?". Gesù gli rispose: "Dici questo di tuo, oppure altri te l'hanno detto di me?". Pilato gli rispose: "Sono io forse Giudeo? La tua nazione e i capi dei sacerdoti ti hanno messo nelle mie mani; che cosa hai fatto?”. Gesù rispose: "Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori combatterebbero perché io non fossi dato nelle mani dei Giudei; ma ora il mio regno non è di qui". Allora Pilato gli disse: "Ma dunque, sei tu re?" Gesù rispose: "Tu lo dici; sono re; io sono nato per questo, e per questo sono venuto nel mondo: per testimoniare della verità. Chiunque è dalla verità ascolta la mia voce". Pilato gli disse: "Che cos'è verità?".

E detto questo, uscì di nuovo verso i Giudei e disse loro: "Io non trovo colpa in lui. Ma voi avete l'usanza che io vi liberi uno per la Pasqua; volete dunque che vi liberi il re dei Giudei?". Allora gridarono di nuovo: "Non costui, ma Barabba!" Ora, Barabba era un ladrone.

Allora Pilato prese Gesù e lo fece flagellare. I soldati, intrecciata una corona di spine, gliela posero sul capo, e gli misero addosso un manto di porpora; e s'accostavano a lui e dicevano: "Salve, re dei Giudei!" E lo schiaffeggiavano. Pilato uscì di nuovo, e disse loro: "Ecco, ve lo conduco fuori, affinché sappiate che non trovo in lui nessuna colpa". Gesù dunque uscì, portando la corona di spine e il manto di porpora. Pilato disse loro: "Ecco l'uomo!". Come dunque i capi dei sacerdoti e le guardie lo ebbero visto, gridarono: "Crocifiggilo, crocifiggilo!" Pilato disse loro: "Prendetelo voi e crocifiggetelo; perché io non trovo in lui alcuna colpa". I Giudei gli risposero: "Noi abbiamo una legge, e secondo questa legge egli deve morire, perché si è fatto Figlio di Dio". Quando Pilato udì questa parola, ebbe ancor più paura; e, rientrato nel pretorio, disse a Gesù: "Di dove sei tu?" Ma Gesù non gli rispose. Allora Pilato gli disse: "Non mi parli? Non sai che ho il potere di liberarti e il potere di crocifiggerti?”. Gesù gli rispose: "Tu non avresti alcuna autorità su di me, se ciò non ti fosse stato dato dall'alto; perciò chi mi ha dato nelle tue mani, ha maggior colpa".

Da quel momento Pilato cercava di liberarlo; ma i Giudei gridavano, dicendo: "Se liberi costui, non sei amico di Cesare. Chiunque si fa re, si oppone a Cesare". Pilato dunque, udite queste parole, condusse fuori Gesù, e si mise a sedere in tribunale nel luogo detto Lastrico, e in ebraico Gabbatà. Era la preparazione della Pasqua, ed era l'ora sesta. Egli disse ai Giudei: "Ecco il vostro re!". Allora essi gridarono: "Toglilo, toglilo di mezzo, crocifiggilo!" Pilato disse loro: "Crocifiggerò il vostro re?" I capi dei sacerdoti risposero: "Noi non abbiamo altro re che Cesare". Allora lo consegnò loro perché fosse crocifisso.

GIOVANNI 19, 17 - 37

thumbnail articlePresero dunque Gesù; ed egli, portando la sua croce, giunse al luogo detto del Teschio, che in ebraico si chiama Golgota, dove lo crocifissero, assieme ad altri due, uno di qua, l'altro di là, e Gesù nel mezzo. Pilato fece pure un'iscrizione e la pose sulla croce. V'era scritto: Gesù il Nazareno, il re dei Giudei. Molti Giudei lessero questa iscrizione, perché il luogo dove Gesù fu crocifisso era vicino alla città; e l'iscrizione era in ebraico, in latino e in greco. Perciò i capi dei sacerdoti dei Giudei dicevano a Pilato: "Non lasciare scritto: "Il re dei Giudei"; ma che egli ha detto: "Io sono il re dei Giudei"". Pilato rispose: "Quello che ho scritto, ho scritto".

I soldati dunque, quando ebbero crocifisso Gesù, presero le sue vesti e ne fecero quattro parti, una parte per ciascun soldato. Presero anche la tunica, che era senza cuciture, tessuta per intero dall'alto in basso. Dissero dunque tra di loro: "Non stracciamola, ma tiriamo a sorte a chi tocchi"; affinché si adempisse la Scrittura che dice: "Hanno spartito fra loro le mie vesti, e hanno tirato a sorte la mia tunica". Questo fecero dunque i soldati.

Presso la croce di Gesù stavano sua madre e la sorella di sua madre, Maria di Cleopa, e Maria Maddalena. Gesù dunque, vedendo sua madre e presso di lei il discepolo che egli amava, disse a sua madre: "Donna, ecco tuo figlio!". Poi disse al discepolo: "Ecco tua madre!" E da quel momento, il discepolo la prese in casa sua.

Dopo questo, Gesù, sapendo che ogni cosa era già compiuta, affinché si adempisse la Scrittura, disse: "Ho sete". C'era lì un vaso pieno d'aceto; posta dunque una spugna, imbevuta d'aceto, in cima a un ramo d'issopo, l'accostarono alla sua bocca. Quando Gesù ebbe preso l'aceto, disse: "È compiuto!" E, chinato il capo, rese lo spirito.

Allora i Giudei, perché i corpi non rimanessero sulla croce durante il sabato (poiché era la Preparazione e quel sabato era un gran giorno), chiesero a Pilato che fossero loro spezzate le gambe, e fossero portati via. I soldati dunque vennero e spezzarono le gambe al primo, e poi anche all'altro che era crocifisso con lui; ma giunti a Gesù, lo videro già morto, e non gli spezzarono le gambe, ma uno dei soldati gli forò il costato con una lancia, e subito ne uscì sangue e acqua. Colui che lo ha visto, ne ha reso testimonianza, e la sua testimonianza è vera; ed egli sa che dice il vero, affinché anche voi crediate. Poiché questo è avvenuto affinché si adempisse la Scrittura: "Nessun osso di lui sarà spezzato". E un'altra Scrittura dice: "Volgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto".