Culto 29/11/2020 - Prima del tempo d'Avvento (in tempo di coronavirus)

di Ruggero Marchetti pubblicato il 28/11/2020 22:16:37 in culto 34

2 SAMUELE 7, 1 – 17

Iniziamo oggi un Avvento molto diverso da tutti gli altri: un Avvento che non sembra neanche Avvento: negozi chiusi, poche luminarie e invece paura, preoccupazione, tristezza. Ogni giorno viviamo aggrappati ai numeri del Covid, e alla ua strana logica per cui “positivo” è diventato una parola infausta e “negativo” invece è liberante; e parlando, ci siamo abituati a usare termini prima quasi estranei al nostro vocabolario: “tamponi, “tracciamento”, “terapie intensive”… E soprattutto poi ci sono i morti: le tante, troppe morti quotidiane.

thumbnail article Siamo invitati a vivere un “Natale sobrio”, ed insieme però chi ci richiama alla sobrietà, di dispone a una serie di riaperture, sperando che riprendiamo ad acquistare proprio in vista del Natale. Perché c’è la salute, ma c’è l’economia, e anche lì ci sono bollettini di guerra: tanti nuovi poveri, tanti posti di lavoro persi, tanti futuri incerti.

Quello che è certo e che quelle che ci aspettano saranno sicuramente festività in tono minore. Forse però proprio i minori “effetti speciali” a cui dovremo adattarci, ci aiuteranno a riscoprire il vero senso di questo periodo dell’anno, che non il tempo dell’anno in cui vale un generico invito “alla Dickens” ad essere più buoni, né tantomeno è il tempo dell’arrivo di quell’obeso portatore di regali con la gran barba bianca e col vestito rosso inventato dalla Coca Cola. Per noi cristiani il tempo dell’Avvento e del Natale, è il ricordo di una nascita avvenuta in condizioni di povertà, nel “terzo mondo” di allora. La nascita, avvenuta nel silenzio, di una persona che avrebbe cambiato il mondo; gli avrebbe dato una speranza vera, nel segno di Dio, nel segno dell’amore.

Sappiamo chi è quella persona, conosciamo il suo nome; oggi vorrei però chiamarlo in una maniera particolare, come egli stesso, Gesù, s’è definito nel quint’ultimo versetto dell’Apocalisse, e perciò della Bibbia: “Io sono la radice e la discendenza di Davide” (vedete come questo ci riaggancia direttamente all’oracolo di Dio a Natan?); e poi ha aggiunto: “Io sono la stella luminosa del mattino”.

Alla mattina presto, quando è ancora buio e dal mio studio guardo verso il cielo, se è sereno, mi incanto a guardare proprio lei, Venere, “la stella del mattino”, che brilla e annuncia l’alba, e poi sparisce e lascia il posto al sole. Le poche luminarie di quest’anno forse ci consentiranno di vedere un po’ meglio le stelle. Guardiamo alla “stella luminosa del mattino” che ha iniziato a brillare quella lontana notte di Betlemme e ci ha annunciato l’alba di un mondo nuovo, se lo vogliamo accogliere. Senza bisogno di renne né di slitte, sarà il più bel dono che, nella nostra vita, avremo ricevuto.

Il pastore


file PDFfoglietto